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Il fiume nero è un romanzo storico ispirato a un antico manoscritto ritrovato in una biblioteca universitaria dello Sri Lanka. Un libro delicato e sottile che narra una vicenda d’amore sullo sfondo dell’invasione indiana della penisola cingalese, con il conseguente assorbimento della cultura tamil nell’egemonia culturale sanscrita.

Ambientato nel tredicesimo secolo sull’isola di Sri Lanka, il libro narra la storia di Asanka, poeta di corte abituato a vivere nel lusso e innamorato di una colta e bellissima schiava del re, Sarasi. Ma quando il principe straniero Kalin­ga Magha usurpa il trono del pacifico regno cingalese, la situazione precipita drammaticamente. Asanka avrà salva la vita a una sola condizione: deve tradurre nella lingua locale il più grande poema epi­co sanscrito, un testo tanto amato da Magha da volerne fare strumento per assoggettare anche culturalmente il popolo.

Accade tuttavia qualcosa di sorprendente. Via via che Asan­ka procede nella traduzione scopre il potere infinito della parola e inizia ad inserire tra le righe velate e delicate critiche all’usurpatore. È così che, poco a poco, riesce a risvegliare l’orgoglio e il desiderio di ribel­lione della sua gente. I versi di un poema tradizionale diventano un vento sempre più forte che alimenta i focolai di un’insurrezione catartica.

È un gioco sottile e pericoloso, che rischia di mettere a repentaglio tutto ciò a cui Asan­ka tiene, ma è l’unico gioco che vale la pena giocare. Perché Asanka adesso sa che il potere della spada è nullo rispetto al potere rivoluzionario della parola.
Titolo: Il fiume nero
Autore: Paul Cooper
Casa editrice: Longanesi
pagine: 400
costo cartaceo: 16.90

In libreria dal 20 maggio

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